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Tenerife prevé perdere un 10 percento del turismo peninsulare questa estate a causa della crisi


Ashotel e le Agenzie di Viaggi calcolano che l'occupazione mezza degli stabilimenti alojativos dell'Isola farà la ronda i prossimi mesi tra un 85 percento in agosto ed un 60 percento in settembre. Le imprese del settore si sono viste obbligate a ridurre significativamente i prezzi con l'obiettivo di salvare la stagione.

J.R HERNÁNDEZ, S/C di Tfe.

Gli impresari del settore turistico in Canarie, e specialmente in Tenerife, hanno espresso di fronte la sua preoccupazione alla campagna di estate, poiché prevén che si prodursi una discesa del 10 percento nell'affluenza di visitatori della Penisola, un mercato nel quale inizialmente si erano messi tutte le speranze per ottenere un flusso nelle cifre.

Al rispetto, il presidente del l'Associazione Alberghiera ed Extrahotelera della Tenerife, La Palma, La Gomera ed Il Ferro (Ashotel), José Fernando Cabrera, emerge che, "malgrado si stia registrando un leggero flusso del turismo inglese, tedesco ed olandese, intorno al 2 percento o il 3 percento ", esiste una certa inquietudine con le vendite nel mercato spagnolo che sono un 10 percento "a giorno di oggi minori in paragone con le registrate l'anno scorso, nonostante la gran campagna promozionale avviamento per il periodo estivo per il Consiglio comunale di Tenerife."

Con queste premesse, Capraia considera che "con un po' di fortuna, e se si prodursi vendite di ultima ora, può aspirarsi ad uguagliare l'estate scorsa, che neanche fu molto buono."

In base ai dati che maneggia al presente Ashotel, la percentuale di occupazione in Tenerife mese è del 70 percento, mentre ferma agosto si spera di raggiungere il 85 percento ed in settembre attorno al 60 percento.

A giudizio del titolare della Confindustria turistica, la caduta di visitatori peninsulari si deve più ad una "crisi psicologica" che ad una situazione di recessione economico accampamento. Ugualmente, constata un ritaglio della spesa in destino vicina al 2 percento che viene a confermare la tendenza dell'esercizio passato. In questo modo, spiega che la spesa mezza per turista è approssimativamente di mille euro, dei quali 650 la paga in origine e 350 in destino.

Su questo tema, Capraia precisò che benché apparentemente si tratti di percentuali esigue, la perdita di entrate può essere abbastanza significativa in termini assoluti. In realtà, a modo di esempio, ricordò che "l'anno scorso si smise di percepire un totale di 240 milioni di euro rispetto a 2006."

Il vicepresidente esecutivo dell'Associazione Provinciale di Agenzie di Viaggi (APAV, di Santa Croce della Tenerife) José Ignacio Alonso, condivide l'idea che il mercato peninsulare è quello che più può deteriorarsi questa estate, soprattutto quello vincolato all'offerta economica, "dato che difficilmente il mileurista può arrivare ad un destino intermedio come è le Canarie."

In questa linea, e benché corrobori la possibilità che alla fine della stagione si constati una perdita di dieci punti di fronte allo stesso periodo di 2007, puntualizza che "in questi momenti la situazione è abbastanza uguale a quella del corso passato."

Al suo modo di vedere, la "Tenerife è l'isola che meglio va di tutto l'Arcipelago, in quanto ad occupazione si riferisce". Perciò, stima che l'occupazione attuale in globale dell'Isola è del 75 percento, benché con maggiore peso dei municipi del sud che quelli del nord.

Nonostante si tratti di un indice "abbastanza positivo", Alonso chiarisce che questa alta percentuale di occupazione sta essendo possibile per le offerte che hanno fissato le compagnie alberghiere per potere continuare a captare turisti europei.

Precisamente, sui punti di provenienza dei visitatori durante i prossimi mesi, indicò che il Regno Unito continua ad essere la principale emittente, benché sottolinei anche il mercato russo, il belga, e perfino l'islandese, propiziato per l'introduzione durante l'estate di un volo dirette tre volte per settimana tra Reikiavik e Tenerife. Calca che questo anno "la competenza diretta delle Isole è la zona di influenza del dollaro, fondamentalmente USA ed i Caraibi, per il deprezzamento della moneta nordamericana."

Tanto l'APAV come Ashotel insiste nell'importanza che sta riscuotendo il turismo interinsular che suppone il 10 percento del totale secondo José Fernando Cabrera, a quello che lo è sommato il fatto che "è un cliente che normalmente spende più che il resto in destino."

Proprio ieri, il PSOE nel Consiglio comunale di Tenerife mostrò la sua preoccupazione per la discesa nella spesa turistica in destino.

ASPETTATIVE

Moderata preoccupazione

Il vicepresidente primo del Consiglio comunale e consigliere di Turismo, José Manuel Bermúdez, sostiene che la Corporazione insulare abborda queste previsioni con "una moderata preoccupazione", benché sfumi che l'istituzione che rappresenta non realizza stime previe, ma la sua missione consiste in analizzare i dati reali. Al rispetto, disse che "andiamo sperare di contare sull'informazione esatta una volta che questo si prodursi per potere fare le valutazioni opportune". In questa linea, ricordò che "maggio normalmente è un mese brutto in quello che si riferisce a visitatori peninsulari e, tuttavia, questo anno si prodursi un incremento superiore al 30 percento, con più di 150.000 turisti spagnoli alloggiati nell'Isola". Così, aggrega che conviene essere cauti con le stime e sperare di vedere se nelle prossime settimane continuano ad aumentare le riserve.

In quanto ai motivi di una possibile caduta del mercato peninsulare nei prossimi mesi, Bermúdez affermò che non si tratta di un problema di destino, né ha a che vedere con l'efficacia della campagna promozionale che abbiamo portato a termine, ma risponde alla congiuntura economica attuale."

Sintomi di allarme per 2009

Da parte della Consejería di Turismo del Governo canarino, le previsioni per questa estate sono ottimiste, con un alza dall'occupazione del 8 percento, secondo il suo titolare, Rita Martín. Nonostante, trasporta l'incertezza nell'inverno di questo anno ed a 2009, soprattutto nel comma di turisti stranieri ed in concreto dei britannici. In quello senso si pronuncia José Fernando Cabrera che argomenta che a questioni come l'inarrestabile tendenza al rialzo del prezzo del petrolio ed anche l'inflazione, lo è sommato il deprezzamento della libbra che si è svalutato un 18 percento rispetto all'euro" negli ultimi tempi.

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